IL DONO DELL’ALBERO CADUTO

Per quasi un secolo
questo grande faggio
ha allargato i suoi rami sul parco,
offrendo ombra, bellezza e silenzio.
Poi il tempo lo ha reso fragile
e un giorno è caduto.
Pensavamo di aver perduto qualcosa.
E invece, proprio nel vuoto lasciato dalla sua chioma,
si è aperto un nuovo orizzonte.
Del vecchio faggio è rimasto il tronco,
saldo nella terra.
Non sarà il ricordo di ciò che non c’è più:
diventerà un grande tavolo,
sotto un pergolato,
luogo di incontro, di amicizia e di fraternità.
Così l’albero continuerà ad accogliere:
prima sotto i suoi rami,
ora attorno a una tavola.
Perché non tutto ciò che cade finisce.
A volte deve cadere una chioma
per tornare a vedere il cielo.
E ciò che resta
può diventare principio di una nuova comunione.